Appuntamento a Promontory Summit!

I Quattro Grandi e l’Amministrazione della UP avevano fissato di comune accordo la data dell’8 Maggio per dare il tempo ai treni con gli ospiti di raggiungere la location scelta per la cerimonia, e così poter partecipare ai festeggiamenti. 

Promontory Summit: così venne battezzato il luogo d’incontro, un anonimo terrazzo a 5000 piedi sul livello del mare, in mezzo al nulla. Incredibile che, nello sconfinato insieme di panorami prodigiosi che la ferrovia aveva attraversato per unirsi, fosse stato scelto un luogo così poco attraente per un insediamento umano. Prima della cerimonia non ci abitava nessuno, e nessuno ci si sarebbe trasferito dopo. Ad oggi, Promontory Summit celebra l’unione della ferrovia transcontinentale con una installazione permanente che rievoca l’incontro delle ferrovie con annesso un piccolo museo per i turisti. 

Tornando al 1869, ovviamente era terminata la ferrovia ma non i disguidi ed i problemi. 

Sul treno che da Ovest sbuffava in direzione Promontory, all’altezza di Piedmont, tra Wyoming e Utah, una catasta di traversine bloccava i binari, obbligando il macchinista ad una frenata d’emergenza. Trecento uomini armati assaltarono il treno facendo fischiare le pallottole. Non erano banditi, ma ex sterratori della UP, e volevano Doc Durant, che insieme al suo consigliere John Duff era a bordo del treno per raggiungere la cerimonia. Le traversine vennero rimosse, il vagone sganciato e il treno fatto ripartire, ma gli ex operai chiedevano 200.000 dollari di paghe arretrate: fino a quel momento Doc sarebbe rimasto nelle loro mani. 

Doc venne scortato ad una stazione telegrafica, dove ordinò a Oliver Ames di mandare i soldi, ma qualcuno mangiò la foglia perché Ames invece chiese a Dodge di intervenire con una compagnia di fanteria in difesa del Presidente della UP. Il treno con i rinforzi sparì a Piedmont senza lasciare traccia. 

Le minacce di fucilare Durant smossero anche il consigliere Sidney Dillon, che incalzò i fratelli Ames per farsi consegnare mezzo milione di dollari per pagare i rapitori prima che altri treni venissero bloccati da quella sceneggiata. I soldi vennero recuperati, consegnati e Durant riuscì a raggiungere in tempo la cerimonia. 

Tutto è bene quel che finisce bene? 

Non secondo Ames.

Nemmeno secondo Dodge. 

La tesi sorretta dai due è che tutta la questione del rapimento fosse una scenetta orchestrata dallo stesso Durant. Doc aveva appena concluso un contratto con la James W. Davis and Co., ma non aveva i soldi per pagare. Con il teatrino del rapimento era riuscito a pagare l’appaltatore con i soldi della UP e, forse, anche con gli averi personali degli Ames. 

David Hewes era un imprenditore di San Francisco, amico dei Grandi Quattro. Quando nel 1863 si stavano raccogliendo i fondi per finanziare il progetto della ferrovia, David non aveva margini per partecipare. Adesso, invece, con gli affari che andavano a gonfie vele e prospettive ancor più rosse dettate dall’unione della ferrovia, David ci teneva a dare un segno della propria riconoscenza. Fu Hewes a creare e donare alla CP il “Golden Spike”, il picchetto d’oro, l’ultimo tassello che avrebbe unito le due ferrovie. Era lungo 6 pollici, era quotato 350 dollari e sulla punta aveva una grossa pepita d’oro. Pesava 18 libbre (più di 8 chili, per un valore odierno di circa € 736.000). 

Il 6 Maggio partì da Sacramento un treno speciale, diretto a Promontory Summit, con a bordo una moltitudine di escursionisti. Li seguiva il treno speciale di Leland Stanford, con a bordo Stanford stesso, giudici, governatori e, ovviamente, il chiodo d’oro con una traversina di lauro e una mazza d’argento. 

Lungo il tragitto, all’imbocco del Tunnel 14, alcuni cinesi erano al lavoro per tagliare alcuni alberi. Attesero diligentemente il passaggio del treno per tagliare e far rotolare giù dal pendio un grosso albero, lungo 50 piedi, che si mise di traverso ai binari. 

Non sapevano che, dietro al primo treno, seguiva anche un secondo convoglio, quello di Stanford, che non riuscì ad evitare l’impatto, danneggiando la locomotiva. Con un telegramma urgente riuscirono ad intercettare il primo treno, cui fu agganciato anche il vagone di Stanford. La locomotiva ripartì verso Promontory Summit: era la Jupiter, locomotiva n°60 della Central Pacific, costruita a Schenectady.  

Tanta sollecitudine non fu ricompensata: giunti a Promontory Summit nessun delegato della UP era presente. Casement, contattato da Stanford, annunciò che forti piogge avevano danneggiato il ponte del Devil’s Gate, e che i treni UP non avrebbero potuto raggiungere la cima prima di Lunedì 10 Maggio. Una notizia sconfortante per la CP, che aveva un treno pieno di passeggeri e non aveva previsto vettovaglie per due giorni di sosta in più. La CP improvvisò una gita ad Ogden per intrattenere i propri ospiti, e ben pensò di fermare il treno in una posizione più piacevole di Promontory, ovvero a Monument Point. Tutto questo sotto una pioggia incessante. 

Dunque non si festeggiò l’8 di Maggio? 

Non a Promontory. 

A Sacramento e a San Francisco, nonostante la comunicazione dei ritardi, si decise per mantenere la programmazione della festa, che iniziò alle 5 di mattina con bande di musici, parate e colpi di cannone. Alle 11, ora prevista di chiusura delle ferrovie, iniziò un concerto di fischi lanciato da ventitrè locomotive della Central Pacific, ad iniziare dalla Governor Stanford

Lunedì 10 Maggio il Sole sorgeva in un cielo sereno con aria gelida. Le prime stime ipotizzavano che potessero essere presenti circa trentamila operai alla cerimonia, ma a conti fatti i presenti non erano più di seicento. Le due locomotive (la Jupiter per la CP e la 119 per la UP) stavano già mettendosi in posizione, facendo scendere i propri ospiti. Lo staff della Central Pacific comprendeva Stanford, Strobridge e altri rappresentanti della Compagnia, mentre per la Union Pacific c’era Dodge, Durant, Duff, Dillon, Reed, Seymour e i fratelli Casement. 

Considerando la portata dell’evento, la preparazione della cerimonia che lo celebrava non sembrava per niente all’altezza della situazione. Dei Grandi Quattro solo Stanford era presente: Huntington era a New York, mentre Crocker e Hopkins erano in California. Brigham Young, praticamente il padrone di casa dello Utah, aveva delegato un vescovo alla partecipazione. 

Immaginate la sfilata dei politici in un evento del genere, ai giorni nostri? 

Il 10 Maggio 1869 si concludeva un percorso di unificazione iniziato con la guerra con il Messico, ma solo qualche governatore si era presentato alla cerimonia: anche il Presidente Grant, malgrado le promesse, non riuscì a presenziare all’evento, ma non era il più grande assente. 

Alla cerimonia non c’erano… donne. 

A parte la moglie di Strobridge e di qualche altro funzionario e giornalista, la platea era esclusivamente maschile. Pochissimi bambini. 

La moglie di Theodore Judah, il primo ideatore della ferrovia transcontinentale, non venne nemmeno invitata. 

Tutto era quasi pronto per il rito della chiusura della ferrovia.